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Efficienza Energetica : un fine o un mezzo?


Le “big” (ENI, ENEL, EDISON, SORGENIA, EON,…) promuovono le energie  rinnovabili, l’efficienza energetica e la riduzione dei consumi.

Sembra un “controsenso”, aziende che devono buona parte dei loro profitti alle energie fossili e che per “mission” non dovrebbero favorire l’ ”autoproduzione” si dedicano, per motivi di immagine o di strategia commerciale, a divulgare i concetti di risparmio energetico :

ENEL, attraverso Enel Green Power , leader mondiale della produzione di energia da fonte rinnovabile,  e la rete Enel Green Power Retail propone ai privati impianti di energia rinnovabile  “chiavi in mano” .  Propone   ai suoi clienti “tradizionali” il servizio di Certificazione Energetica.

ENI propone ai suoi clienti un servizio di “check-up energetico”        e investe in attività di ricerca sulle rinnovabili e sui danni inflitti al territorio.

EDISON ha una business unit dedicata all’efficienza energetica  in grado di intervenire anche finanziariamente secondo il modello ESCo.

EON offre ai privati servizi di certificazione energetica e  ed è propositiva sul mercato delle imprese aiutandole a realizzare interventi di efficienza energetica e a ottenere i benefici economici conseguenti (TEE).

SORGENIA propone alle imprese Servizi di Efficienza Energetica, e offre ai privati prodotti per il monitoraggio e la gestioni dei consumi un ambito domestico. Sono alcuni esempi  dall’analisi dei quali si comprende che i concetti di risparmio energetico e di energie rinnovabili stanno diventando componenti abbastanza importanti dell’offerta che queste aziende veicolano  sul mercato:  per avere un’offerta completa, per differenziarsi dalla concorrenza, per “attrarre” nuovi clienti. In sintesi, l’efficienza energetica, e un po’ anche le rinnovabili, sono per queste aziende  uno “strumento di vendita”. Ben venga! Queste aziende hanno budget di marketing consistenti e con queste loro azioni creano cultura sul mercato che va a beneficio di tutti!

ESCo e Local Utilities


Le  ESCo (Energy Service Companies) sono società di servizi che vendono e realizzano progetti di efficienza energetica. Il loro modello di business è basato sul risparmio dei consumi energetici garantiti dal servizio che erogano.

Le ESCo, in quanto accreditate presso l’AEEG, possono richedere, a fronte dei progetti realizzati, il rilascio dei Titolo di Efficienza Energetica TEE  che potranno successivamente essere “venduti” ai distributori di energia elettrica e gas, soggetti che hanno obiettivi di incremento di efficienza energetica imposti.

Questa in sintesi estrema il perimetro di azione delle ESCo. Entrando maggiormente nel dettaglio delle attività e delle competenze troviamo un mondo ricco e variegato di aziende, infatti gli interventi di efficienza energetica possono rivolgersi al settore industriale, agli edifici pubblici e al settore residenziale con interventi che possono coinvolgere impianti industriali, isolamento termico degli edifici, impianti di climatizzazione e di illuminazione.

A valle di questa sintetica descrizione del modello di business e delle attività si può capire facilmente il motivo per cui fra le cosiddette ESCo troviamo aziende molto diverse fra loro, per dimensione, per provenienza e per servizi proposti :

  • grandi aziende produttrici di tecnologia e aparacchiature – ABB , Beghelli , Riello ,…-
  • grandi gruppi che si occupano da anni di gestione calore – Siram  e Cofely  –
  • grandi utilities – Enel, Edison,……
  • ma anche un elevato numero di aziende con meno di 50 addetti  ( in dettaglio, il 60% ha meno di 10 addetti, il 30% fra 10 e 50, il 5% fra 50 e 250, il 5% più di 250- fonte Energy Strategy Group).

Grandi assenti le “Local Utilities”, cioè le aziende ex municipalizzate associate a Federutilty , quelle che hanno goduto fino al 2.000 dei vantaggi del monopolio, da anni in fase di riorganizzazione e ristrutturazione per rispondere alle esigenze di un mercato competitivo.

Nell’elenco delle 313 ESCo che hanno ottenuto i Titoli di Efficienza Enegetica,  ci sono solo 16 Utilities Locali, naturalmente le grandi (A2A, ACEA, IRIDE, LINEA GROUP,….).

Considerando il ruolo fondamentale delle ESCo, in quanto sono le strutture a contatto con gli utenti finali, sono quelle che realizzano i progetti e quindi hanno un ruolo proattivo sul  mercato, è evidente quanto sia importante supportare l’evoluzione delle aziende più piccole, affinché possano evolversi sul fronte dei servizi offerti e delle formule contrattuali da proporre (remunerazione sotto forma di compartecipazione ai risparmi e supporto nell’ottenimento dei finanziamenti).

In questo senso, una collaborazione tra le Local Utilities e le ESCo  è senz’altro da perseguire. Si tratterebbe infatti di accordi in cui ambo le parti avrebbero molto da guadagnare :  le piccole società di efficienza energetica oggi sul mercato avrebbero da guadagnare in termini commerciali (brand e contatto con il cliente) e in termini operativi (potrebbero trovare nelle local utilities competenze tecniche complementari , risorse umane, e, forse, supporto nella gestione finanziaria del cliente). Le Local Utilities avrebbero modo di cavalcare con maggior entusiasmo l’onda dell’efficienza energetica, rinnovando la loro immagine, arricchendo l’offerta dei sevizi base (acqua, gas, energia), oggi pure commodity, fidelizzando i clienti e soluzioni a eventuali problemi di esuberi del personale.

Siamo alle solite, questa è teoria, direi quasi “accademia”, perché gli accordi si realizzino e siano operativi è necessaria disponibilità da ambo le parti, fiducia reciproca, tempi di conoscenza e di test reciproco : bisogna “sporcarsi le mani”, lavorando, provando, mettendosi alla prova.

Sarebbe comunque ora di inziare seriamente a collaborare, cercando di utilizzare, anche in questo settore, modelli di aziende a rete, una forma di “aggregazione che offre il sur­plus tipico della grande impresa alle pic­cole imp­rese, senza snat­u­rarne la flessibil­ità e l’individualità che sono alla base della loro essenza, superando al con­tempo quella fram­men­tazione che, sinora, ha gen­er­ato dis­per­sione di energie, cap­i­tali e conoscenze”.

P.S. Leggo con piacere che Federutility e Federesco hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa , mi auguro che questa iniziativa abbia un seguito concreto e operativo!   Segnalo comunque che le Associazioni di ESCo in Italia sono  due assoesco e federesco…..