FOTOVOLTAICO e ACCUMULO arricchiranno gli argomenti attorno a cui ruoterà KEYENERGY 2017


  • il timido segno + sul mercato del 2016,
  • il nuovo DTR che ha aperto la strada al revamping degli impianti,
  • il “gotha” del settore fra i relatori e, non ultimo,
  • la mancanza di una manifestazione legata al fotovoltaico:

questi gli ingredienti che hanno riempito la sala Sistina dell’hotel Michelangelo a Milano per annunciare che fotovoltaico e accumulo saranno fra i protagonisti di Key Energy 2017

Una sala così gremita (oltre 120 persone) per ascoltare e confrontarsi su cosa sta accadendo nel settore non si vedeva da un po’ di anni, segno che entusiasmo e fiducia non mancano.

Ma ecco i principali spunti emersi:

  • la spinta attuale verso il fotovoltaico nasce soprattutto da tematiche ambientale, in
  • la domanda di sistemi di accumulo è in crescita, anche se non sempre si può giustificare economicamente
  • lo storage, trainato anche dal tema dell’auto elettrica, apre nuove prospettive al settore.
  • le rinnovabili “fanno bene al territorio”, perché, fra l’altro, sviluppano un indotto di attività locali

Su tutto aleggiava lo spettro delle nuove tariffe elettriche, che aumentando la quota fissa delle bollette, rendono ancora più critico il ritorno dell’investimento,……anche se forse, per reazione, aumenterà la spinta verso l’autonomia energetica.

Le associazioni intervenute: ANIE RINNOVABILI, ASSORINNOVABILI (in procinto di confluire in ASSOELETTRICA), ITALIA SOLARE (nella quale convergono sia fornitori di tecnologia che produttori di energia solare, piccoli e grandi), oltre alla Commissione Tecnica Gruppo Accumuli di ANIE ENERGIA.

Gli Sponsor: ENEL, FZ SONICK, SONNEN, SMA Italia, VPSOLAR, SENEC Italia

Se son rose fioriranno….a Rimini?

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Tra il dire e il fare c’è di mezzo il mare!


Ho riletto questo mio post di dicembre 2014,…a quanto pare le situazione non è cambiata!Gli incentivi, nel caso dell’efficienza energetica i certificati bianchi, sviluppano il mercato,..ma lo drogano al tempo stesso e, a distanza di due anni le ESCo hanno una crisi d’identità e non sanno bene in che direzione andare.Un’analisi di marketing può essere d’aiuto, a seguito della quale pianificare alcune, semplici, attività di marketing da cui ripartire!

http://www.updating.it/it/la-nostra-offerta/contenuti

La filiera dell’efficienza energetica vista dall’Energy&Strategy Group

Si è svolto l’11 dicembre 2014 l’appuntamento annuale dell’Energy&Strategy Group del Politecnico di Milano, che ha analizzato alcuni aspetti fondamentali per l’andamento del settore fra cui la filiera degli interventi di efficienza energetica.

L’analisi svolta, estremamente puntuale e analitica, ha affrontato le modalità con cui le diverse tecnologie legate all’efficienza energetica transitano dal produttore all’utente finale, il ruolo degli eventuali intermediari, le motivazioni che influiscono sulla scelta dei fornitori: in sintesi estrema la filiera commerciale.

Le tecnologie prese in esame sono state : sistemi di aria compressa, inverter e motori elettrici, sistemi legati alla climatizzazione degli ambienti (HVAC), sistemi di illuminazione, gruppi di continuità , sistemi di cogenerazione, tecnologie per l’isolamento degli edifici. Complessivamente si parla di un volume d’affari annuale  di circa 5.200 milioni di Euro, il 58,9% dei quali legati alla chiusura delle vetrate!.

Scorrendo le analisi dell’Energy&Strategy Group vediamo che :

  • nel mercato legato ai sistemi di aria compressa i progettisti /ESCo intercettano il 33% (pari a 3,2 milioni di Euro) del volume d’affari annuo dei sistemi di grande taglia (potenza elettrica maggiore uguale a 300 kW), il 77% transita direttamente dal fornitore della soluzione al cliente finale!
  • nel mercato dell’automazione industriale (motori elettrici e inverter) i progettisti /ESCo intercettano meno del 10% del volume d’affari annuo . Il 68% di questo mercato (255 milioni di Euro) è in mano a grossisti.
  • nel settore HVAC (Heating, Ventilating and Air Conditioning) i progettisti d’impianto /ESCo intercettano il 79% del volume d’affari del settore industriale
  • nel settore dell’illuminazione i progettisti /ESCo intercettano il 47% del volume d’affari del terziario/industriale (45 milioni di Euro).
  • per quanto riguarda i gruppi di continuità i progettisti /ESCo intercettano l’84% del volume d’affari per un totale di 99 milioni di Euro.
  • i progettisti / ESCo sono l’interfaccia naturale fra cliente e fornitore negli impianti di cogenerazione
  • i progettisti / ESCo sono totalmente assenti dagli interventi legati all’involucro edilizio (chiusura vetrate e superfici opache).

Numerose le conclusioni che se ne possono trarre, fra cui:

  • il canale progettisti /Esco ha di fatto un ruolo rilevante nei mercati che sono stati pesantemente spinti dagli incentivi (cogenerazione, illuminazione…)
  • nei casi in cui gli incentivi siano stati esclusivamente di natura fiscale non hanno in alcun modo modificato i canali di vendita (interventi sull’involucro edilizio)

Sorgono però spontanee anche alcune domande, in particolare notando la bassissima presenza di “aziende a valore aggiunto” nel settore dell’automazione industriale:

Il decreto legge 102 di luglio 2014, che recepisce la direttiva europea 2012/27, come modificherà questa situazione?  Le certificazioni 50001 obbligatorie per le grandi imprese e il fatto che i risparmi previsti nei contratti di rendimento energetico (EPC) debbano essere convalidati da misure avrà come conseguenza lo sviluppo di un canale di intermediazione specialistico?     saranno le ESCo di oggi parte fondamentale di questo canale?

La risposta, naturalmente, la darà il mercato grazie alle evoluzioni di domanda e offerta nei prossimi mesi.

CONFERENZA FIRE 2016….. marketing is king!


Questo titolo può sembrare provocatorio, ma non lo è. Infatti sentir parlare di necessità di cambiare prospettiva passando dall’ottica di chi la tecnologia la deve fornire all’ottica di chi la tecnologia la deve applicare suona per me come ragionare per mercati, mettendo al centro le esigenze del cliente, una delle più importanti regole per un marketing efficace.

Tornando alla conferenza, che ho molto apprezzato, elenco di seguito quelli che sono stati, secondo me, i principali concetti emersi:

  • oggi non si è leader senza essere sostenibili, con alcune interessanti citazioni:

Google :” …l’energia consumata da un utente attivo che usufruisce dei servizi Google per un mese, è inferiore a quella necessaria per percorrere un miglio in auto”

Apple: “the retail packaging for IPhone 6s is 20% lighter and consumes 34% less volume than the first generation IPhone Packages”

U.S  Lego:  “Our goal is to use sustainable materials in all core LEGO products delivering the same play experience to children all over the world without them ever noticing a difference”

  • è difficile coinvolgere il management sul tema dell’efficienza energetica,

Da notare a questo proposito che, in base a dati del IEA (International Energy Agency)  2014 (presentati da Andrea Trianni del Politecnico di Milano), il beneficio derivato dall’efficienza energetica è imputabile per il 60% a fattori energetici, e per il 45% a fattori non energetici (benessere, impatto ambientale, miglioramento dell’immagine pubblica, costi di manutenzione e gestione impianti,). E’ ragionevole pensare che una maggiore attenzione a fattori non energetici possa aiutare nel coinvolgimento del management.

slide-convegno-fire

Una considerazione conclusiva: se da un lato l’Italia, dicono varie fonti, è all’avanguardia sul tema dell’efficienza energetica, dall’altro, forse, ha ancora una visione un po’ troppo conservativa : tutti gli esempi citati di aziende con una visione strategica della variabile energia appartengono a gruppi internazionali!

Efficienza Energetica 4.0: Incentivi e Smart Energy


CONVEGNO ASSOESCo: Rimini 8 novembre 2016 ore 11.30 Sala Mimosa 2 Pad B6

L’Italia è un’eccellenza nel mercato dell’efficienza energetica europea e mondiale, e la filiera a cui è stata data vita ha maturato negli ultimi dieci anni una expertise che oggi non solo crea lavoro, ma garantisce la continua ricerca nello sviluppo di nuove soluzioni per l’efficienza da applicare in Italia e da esportare all’estero.

Il sistema di incentivazione, primo fra tutti i TEE, ha contribuito in modo significativo allo sviluppo del settore. Da un recente studio dell’Energy&Strategy Group risulta che Il meccanismo dei Titoli di Efficienza Energetica abbia generato un beneficio netto per il sistema-Paese pari ad oltre 2,3 mld € dalla sua entrata in vigore.

In attesa che escano le nuove linee guida sui Certificati Bianchi, che forniscano nuovamente la certezza regolatoria indispensabile per proseguire senza traumi il percorso iniziato, ASSOESCo ritiene fondamentale un punto di confronto e di aggiornamento

  • sulla situazione della reale accessibilità ai TEE e al Contro Termico e degli incentivi,
  • sull’utilizzo della finanza agevolata,
  • sui sistemi Smart che, nell’ambito di Industria 4.0, indirizzeranno le priorità di investimento in efficienza delle imprese.

Parte integrante e fondamentale del convegno sarà dedicata alla Finanziabilità dei progetti ESCo fra pubblico e privato, con interventi dei rappresentanti dei fondi di investimento SUSI Partners e Adaxia Capital, che nel presentare le loro soluzioni finanziarie dimostreranno come gli interventi di efficienza energetica possano garantire un ritorno dell’investimento di sicuro interesse.

Le ESCo sono il canale privilegiato per interventi di illuminazione nel settore industriale/terziario


Lungi da me fare una sintesi di un tema complesso e trattato con dovizia di particolari nel rapporto dell’Energy&Strategy Group del 21 settembre, condivido con piacere gli spunti più originali e interessanti emersi, premettendo le dovute definizioni :

illuminazione efficiente = minor consumo a parità di prestazioni

illuminazione “smart” = maggior efficacia del sistema di illuminazione,

L’illuminazione intelligente, quindi produce effetti sulla “customer experience” (luce gradevole nel punto vendita), sulla qualità dell’ambiente di lavoro, e sulla sicurezza (ad esempio strade che si illuminano al passaggio dei pedoni).

Già di questo si intuisce che efficienza e intelligenza, da un lato contribuiscono insieme all’ “efficienza energetica”, dall’altro richiedono competenze e investimenti molto diversi: una è facile, l’altra è difficile.

La smartness, infatti, coinvolge informatica e telecomunicazioni, quindi le infrastrutture: inevitabilmente  gli zeri aumentano (in particolare nel pubblico) e il ritorno dell’investimento si allontana!

Ma esaminiamo la filiera:

in ambito residenziale/domestico – mercato 2015 580 mln di Euro – prevale il fai da te 85% (acquisto nei punti vendita), solo il restante 15% vede l’intervento di studi di progettazione.

in ambito industriale/terziario – mercato 2015 235 mln di Euro – prevale il canale ESCo (la torta della filiera è così composta:  50% ESCo, 35% “self made con progettazione”, 15 %“self made”).

Concentrandoci nell’ambito industriale/terziario notiamo che è un’area di mercato di potenziale grande interesse per le ESCo in quanto :

  • sono il canale favorito in quanto possono prendersi carico l’intervento nella sua globalità. I concorrenti delle ESCo sono gli installatori e i manutentori, che hanno una presenza storica consolidata presso i clienti, ma non possono risolvere gli aspetti finanziari.
  • il tasso di penetrazione, soprattutto nel settore industriale/terziario, è ancora piuttosto basso (circa il 4% nell’industriale, circa il 6% nel terziario/commerciale).

E’ comunque importante che le aziende “giochino in fretta le loro carte”, infatti se da un lato ci si trova oggi davanti a un mercato che ha iniziato nel concreto la sua fase di maturazione, dall’altro  la crescita sarà rapida, si prevede infatti dal 2015 al 2020, sull’industriale/ terziario, una crescita del mercato dell’80%!

Energy Efficiency Report 2016: un invito alle ESCo a “darsi da fare”, per ottenere il ruolo che a loro compete nella filiera dell’efficienza energetica


Sala gremita come sempre all’incontro dell’Energy&Strategy Group del 9 giugno sull’efficienza energetica, che quest’anno ha avuto come “star guest” Francesco Sperandini, presidente del GSE. Com’era da aspettarsi, però, decisamente più interessanti i contenuti della relazione del Prof.Chiesa piuttosto che il provocatorio e pittoresco intervento del Presidente del GSE, secondo il quale il ritardo nella pubblicazione delle nuove linee guida è un’indicazione della stabilità del sistema, che non è cambiato dal 2011…..

In sintesi i contenuti del nuovo Energy Efficiency Report:

  • dalla simulazione fatte risulta che la riduzione dei consumi raggiunta, in linea con gli obiettivi 202020 e della SEN (Strategia Energetica Nazionale), sia dovuta ai mancati consumi di energia e agli effetti della crisi economica”,
  • il totale complessivo di investimenti realizzati per l’efficientamento in Italia nel corso del 2015 è stato pari a 5,63 Miliardi, dei quali il 53% è da imputare al settore residenziale, il 32% al comparto industriale, il 14% a terziario e uffici, inclusa Pubblica Amministazione.
  • i settori industriali maggiormente propensi all’efficienza energetica sono, in ordine di decrescente: industria della carta, del vetro e della ceramica, dei prodotti per l’edilizia, della metallurgia, della chimica, della meccanica, e, infine, industria alimentare.
  • le ESCo hanno ancora un ruolo marginale (11,6%): la grande maggioranza degli investimenti di efficientamento risultano infatti realizzati “in casa”, quindi rivolgendosi a un fornitore tecnologico sfruttando le competenze del proprio ufficio tecnico. In particolare risulta che:
  • le ESCo hanno difficoltà a inserirsi nel settore della PA (dove hanno una quota di mercato del 15%) e in quello residenziale (quota 1%).
  • Relativamente ai Certificati Bianchi il rapporto conclude che i TEE appaiono più degli acceleratori che dei veri e propri abilitatori, con un ruolo comunque fondamentale di stimolo del mercato.

Rileggendo queste conclusione sorge spontanea una domanda: in che modo le attività di diagnosi hanno contribuito o contribuiranno alla penetrazione delle ESCo nell’industria?

Dalla fotografia del mercato che ci dà il rapporto è importante che le ESCo si “diano da fare”, cercando di capire le esigenze dei clienti, posizionando la loro offerta, siglando accordi di partnership per rafforzare la loro presenza sul mercato.

RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE….NONOSTANTE UN FUTURO INCERTO


Il rapporto sulle energie rinnovabili presentato giovedì 5 maggio dall’Energy&Strategy Group ha prospettato un futuro a tinte fosche per l’Italia delle rinnovabili, con un valore di investimento nel 2015 fermo a poco più di 2 miliardi di euro, contro gli oltre 10 del 2010, e una normativa che sembra volere penalizzare pesantemente lo sviluppo del settore.

La sala gremita, comunque, dimostra la voglia degli operatori di resistere, e il desiderio di capire che direzione prendere “per non morire”.  Voglia di resistere e lottare, con un atteggiamento propositivo da parte di Alberto Pinori, nuovo presidente ANIE RINNOVBILI, che a breve incontrerà il Vice Presidente del Ministero dello Sviluppo Economico.

Ma qui parliamo di marketing, il nostro compito è quindi trovare gli spazi di crescita, dove investire e con quali messaggi.

I settori vivi, e con opportunità di sviluppo per i prossimi anni sono:

  • il settore dell’Operation&Maintenance settore di attività destinata a rimanere attiva per prossimi anni, con un volume d’affari di 447 Milioni di Euro per il fotovoltaico, 365 Milioni di Euro per l’eolico, 130 Milioni di Euro per le biomasse. Per operare in questo settore con efficacia è comunque necessario  focalizzarsi su attività di O&M puro, investire  in tecnologia (sistemi di monitoraggio e videosorveglianza), fornire contratti vantaggiosi. La concorrenza, infatti si focalizzerà sulle formule contrattuali, e sulla capacità di offrire servizi competitivi, di buona qualità, a basso costo.
  • il mercato internazionale, dove le rinnovabili sono in grande espansione. Nel 2015 a livello mondiale sono stati investiti oltre 290 miliardi di Euro, in crescita del 21% rispetto al 2014. L’Europa ha perso la sua leadership, ma restano interessanti Regno Unito, Germania e Francia. Ottime le prospettive di sviluppo anche per operatori italiani di medie dimensioni in Africa, in Sud Centro America e in Est Europa.

Detto questo che fare? Come muoversi per potere cogliere queste opportunità? Ogni azienda, in funzione del suo posizionamento attuale, e dei suoi punti di forza dovrà ragionare, sperimentare, trovare alleanze, …forse ampliare le competenze. Non esiste una ricetta univoca, ciascuna troverà la sua. Sapere in che direzione andare, comunque, è già un buon punto di partenza!