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RESISTERE, RESISTERE, RESISTERE….NONOSTANTE UN FUTURO INCERTO


Il rapporto sulle energie rinnovabili presentato giovedì 5 maggio dall’Energy&Strategy Group ha prospettato un futuro a tinte fosche per l’Italia delle rinnovabili, con un valore di investimento nel 2015 fermo a poco più di 2 miliardi di euro, contro gli oltre 10 del 2010, e una normativa che sembra volere penalizzare pesantemente lo sviluppo del settore.

La sala gremita, comunque, dimostra la voglia degli operatori di resistere, e il desiderio di capire che direzione prendere “per non morire”.  Voglia di resistere e lottare, con un atteggiamento propositivo da parte di Alberto Pinori, nuovo presidente ANIE RINNOVBILI, che a breve incontrerà il Vice Presidente del Ministero dello Sviluppo Economico.

Ma qui parliamo di marketing, il nostro compito è quindi trovare gli spazi di crescita, dove investire e con quali messaggi.

I settori vivi, e con opportunità di sviluppo per i prossimi anni sono:

  • il settore dell’Operation&Maintenance settore di attività destinata a rimanere attiva per prossimi anni, con un volume d’affari di 447 Milioni di Euro per il fotovoltaico, 365 Milioni di Euro per l’eolico, 130 Milioni di Euro per le biomasse. Per operare in questo settore con efficacia è comunque necessario  focalizzarsi su attività di O&M puro, investire  in tecnologia (sistemi di monitoraggio e videosorveglianza), fornire contratti vantaggiosi. La concorrenza, infatti si focalizzerà sulle formule contrattuali, e sulla capacità di offrire servizi competitivi, di buona qualità, a basso costo.
  • il mercato internazionale, dove le rinnovabili sono in grande espansione. Nel 2015 a livello mondiale sono stati investiti oltre 290 miliardi di Euro, in crescita del 21% rispetto al 2014. L’Europa ha perso la sua leadership, ma restano interessanti Regno Unito, Germania e Francia. Ottime le prospettive di sviluppo anche per operatori italiani di medie dimensioni in Africa, in Sud Centro America e in Est Europa.

Detto questo che fare? Come muoversi per potere cogliere queste opportunità? Ogni azienda, in funzione del suo posizionamento attuale, e dei suoi punti di forza dovrà ragionare, sperimentare, trovare alleanze, …forse ampliare le competenze. Non esiste una ricetta univoca, ciascuna troverà la sua. Sapere in che direzione andare, comunque, è già un buon punto di partenza!

Nasce il Codice Etico ASSOESCo a testimonianza del comportamento collettivo e dei singoli soci


 

Cinque i valori fondamentali: integrità, etica, trasparenza, correttezza e professionalità

Approvato il Codice Etico dell’Associazione, fortemente voluto dal Presidente e dal Consiglio Direttivo.

L’Associazione, che nel corso dell’ultimo anno ha aumentato del 30% il numero dei soci, ritiene infatti opportuno definire con chiarezza i valori nei quali si riconosce e che devono fungere da guida per tutti gli associati. La credibilità e la reputazione dell’associazione devono infatti potere essere testimoniate dal comportamento collettivo e dei singoli soci, che devono garantire azioni ispirate all’etica e alla legalità nei confronti dei propri collaboratori, dei clienti e delle istituzioni.

 Il Codice Etico definisce cinque valori fondamentali: 1) integrità, 2) etica, 3) trasparenza, 4) correttezza e 5) professionalità, che devono essere alla base delle regole da seguire nello svolgimento delle attività d’impresa:

  • mantenere nei confronti della clientela, fornitori e concorrenti, un atteggiamento corretto ed equo;
  • gestire risorse, incentivi, finanziamenti pubblici con la massima professionalità, correttezza e trasparenza;
  • assicurare ai propri dipendenti e collaboratori condizioni di lavoro eque, sicure, rispettose della dignità, delle pari opportunità e prive di qualsiasi forma di discriminazione o di sfruttamento;
  • perseguire in ogni contesto comportamenti improntati all’etica e alla trasparenza, fondati su responsabilità, integrità, correttezza, lealtà, equità e libero mercato;
  • mantenere rapporti ispirati a correttezza e integrità con la pubblica amministrazione e le istituzioni di riferimento.

 

 

“Il codice etico, on line sul sito ASSOESCo (www.assoesco.org), definisce con chiarezza i valori e le responsabilità che ASSOESCo, in quanto promotrice dell’efficienza energetica e della difesa dell’ambiente, aveva esigenza di riconoscere, accettare e condividere per rafforzare il suo ruolo strategico e contribuire allo sviluppo economico del Paese e alla salvaguardia dell’ambiente”, afferma Giovanni Bartucci, Consigliere dell’associazione e responsabile del Gruppo di Lavoro sul Codice Etico e sul Regolamento Interno.

 

“La giornata di oggi è stata molto proficua: all’assemblea è infatti seguita una sessione di lavori aperta anche a potenziali nuovi associati e un pomeriggio di networking finalizzato a favorire le relazioni di business e a creare un ambiente collaborativo fra tutti i partecipanti. E’ fondamentale infatti che tutti i soci partecipino attivamente alla vita associativa condividendo valori e obiettivi”, afferma Roberto Olivieri, Presidente di ASSOESCo.

 

“A dimostrazione dell’impegno dell’associazione nel divulgare l’efficienza energetica siamo i promotori di ESCOTECH FORUM 2016, che si svolgerà giovedì 12 maggio, a Lainate presso il Centro Guida Sicura ACI SARA, nell’ambito della “Disruptive Week” (www.dwm2016.com). L’evento è rivolto a tutti gli operatori del settore interessati ad approfondire le tecnologie che permettono di realizzare l’efficienza energetica. Fra i molti temi trattati particolare attenzione sarà rivolta allo “smart metering” e allo “storage”.

www.assoesco.org

Comunicato stampa a cura di Updating

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

…e tu a che fiera vai?


L’autunno è una stagione da sempre ricca di eventi, nel quale si riversano le ultime risorse dei budget di marketing per seminare sperando in un buon raccolto l’anno successivo.

In  particolare nel settore dell’efficienza energetica e delle energie rinnovabili, settori sempre più convergenti,  si trova un programma fittissimo di fiere e convegni fra cui, per esempio:

http://www.world-efficiency.com/  (Parigi, 13-15 ottobre)

http://www.solarpraxis.de/en/conferences/forumsolarpraxis/general-information/ (Berlino, 26-27 novembre)

http://www.solarassetmanagementeu.com/ (Milano, 20 -21 ottobre)

http://fimai.com.br/ (Sao Paolo, Brasile 11-13 novembre)

http://www.european-utility-week.com/ (Vienna, 3-5 novembre)

Focalizzandoci in Italia esiste una fittissima agenda di appuntamenti sull’efficienza energetica fra cui:

http://www.smartenergyexpo.net/(Verona, 14-16 ottobre)

http://www.saie.bolognafiere.it/ (Bologna 14-17 ottobre)

http://www.keyenergy.it/ (Rimini, 3 – 6 novembre) ambedue arricchiti da una fitta agenda di convegni che servono per fare il punto sull’evoluzione del settore.

E tu a che fiera vai?

L’innovazione vista da ANIE (Associazione Nazionale Imprese Elettrotecniche ed Elettroniche)


Le aziende ANIE sono fra quelle che investono maggiormente in innovazione , circa il 4% del fatturato, contribuendo in modo significativo all’evoluzione tecnologica di alcuni servizi che impattano in modo positivo sulla qualità della vita di ciascuno di noi.

Questa la sintesi estrema della XIII Giornata della Ricerca ANIE durante la quale ampio spazio è stato dedicato ad aziende fornitrici di tecnologie per l’automazione che hanno presentato, ciascuno dal suo punto di vista, l’evoluzione tecnologica della loro offerta che si sta sviluppando attorno a concetti di sostenibilità, riduzione dei consumi e, in ultima analisi, al miglioramento della qualità dei servizi alle persone. Insomma, At work for a better life, a better world for all, come dal motto di Omron, intervenuta presentando l’esperienza della fabbrica di Ayabe nella quale è stato ridotto un modo significativo l’impatto eco ambientale.

Particolarmente interessanti le presentazioni di :

ABB, in cui i sistemi di monitoraggio e gestione permettono di gestire flussi bidirezionali di energia, fondamentale per l’evoluzione dell’infrastruttura della rete elettrica di media tensione che deve potere gestire anche energia da fonte rinnovabile non programmabile.

SIRTI, che dispone di tecnologie che permettono lo “scavo intelligente”, che riduce i costi e velocizza i tempi di realizzazione di impianto.

Particolarmente stimolanti le presentazioni di :

Gewiss, che nell’ambito delle attività nel settore dell’illuminazione ha dato vita a un progetto innovativo e tutto italiano per sviluppare un sistema di illuminazione a LED “total green” per ambienti industriali/ centri logistici e parcheggi.

AnsaldoBreda, che ha messo in evidenza come un treno della metropolitana, o qualsiasi altro veicolo di un sistema di trasporto pubblico o privato, è “un oggetto IP che comunica”,  esempio concreto di “Internet of Things”.

A concludere l’incontro un’interessante considerazione sul contributo innovativo che può, e deve, nascere da aziende start-up in alta tecnologia che possono contribuire nel far diventare le eccellenze scientifiche prodotti in grado di “creare valore”. A questo proposito è inevitabile un riferimento al “Programma Horizon2020“, che finanzia i progetti per la ricerca e l’innovazione dal 2014 al 2020.

Pur sapendo che l’accesso ai finanziamenti, in pratica, non sarà facile, nè sarà facile un confronto costruttivo fra grandi imprese e piccole start up tecnologiche (in questo il ruolo delle università è fondamentale), uno sguardo ottimista verso il futuro è certamente importante, mi auguro quindi che siano molte le piccole aziende che approfondiranno le possibilità di finanziamento.

A questo proposito riporto quanto scritto sul sito APRE (Agenzia per la Promozione della Ricerca Europea)

 Secondo la Commissione europea, meno del 50% dei partner industriali usa i fondi pubblici in modo strategico e solamente il 22% delle PMI che partecipano ai programmi europei sono orientate all’innovazione. Inoltre, le Piccole e Medie Imprese – PMI spesso non sono al corrente dei programmi a supporto dell’internazionalizzazione, nonostante ci sia una forte relazione tra innovazione ed internazionalizzazione, che dovrebbe essere maggiormente sfruttata. Sulla base di queste evidenze, nel periodo di programmazione 2014-2020 la Commissione europea intende supportare le piccole e medie imprese mediante un approccio integrato che sostenga le aziende durante tutto il ciclo innovativo.”

che interpreto come un appello alle PMI italiane a guardare con maggior attenzione alle possibilità di finanziamento e valutare positivamente gli inevitabili vincoli che vanno interpretati come  stimoli positivi verso l’internazionalizzazione.

Gli incentivi sono finiti …. e ora ?


Che l’epoca degli incentivi sia finita è sotto gli occhi di tutti:

  • per le rinnovabili non fotovoltaiche si è in attesa del nuovo decreto che stabilisca le modalità di erogazione a partire dal 2015, si sta comunque avvicinando la soglia dei 5,8 Miliardi di Euro che dovrebbe porre fine agli incentivi del settore.
  • la vicenda del fotovoltaico si riassume citando Alessandro Marangoni (Althesys) :

“i ricavi calano più dei costi: Fotovoltaico 2013/2012 Costi -14,5%, Ricavi -18,3%”.

Le nuove frontiere per le rinnovabili sono quindi i piccoli impanti e/o i SEU con le note incertezze normative relative agli oneri di sistema.

Al di là di delle polemiche e dell’ovvio gioco delle parti fra le associazioni di categoria e le istituzioni (e-gazette, qualenergia), nel tentativo di tirare una coperta comunque troppo corta, la domanda che devono porsi gli imprenditori e tutti i professionisti del settore è : …e ora che si fa?

Alcuni dati sono infatti incontrovertibili:

Nel settore eolico :

  • per i grandi impianti la rendita finanziaria è accettabile solo per siti in grado di garantire almeno 2.000 ore di producibilità annua (scarsamente disponibili oggi in Italia)
  • il minieolico (impianti di taglia < 60kW) si prevede crescerà ancora in futuro rivolgendosi al mercato dei porti, centri sportivi, agriturismi, aziende agricole e pubblica amministrazione

Nel settore fotovoltaico :

  • in Italia il product mix del 2013 ha visto un aumento del 10% nel settore residenziale (potenza >20 KW) e delle medie imprese (potenza < 200 KW)
  • il settore dell’Operation&Maintenance, che nel 2013 ha generato un volume d’affari di 368 mln di Euro inizia ad avere una propria vitalità

Nell’ambito del biogas:

  • la normativa privilegia gli impianti di taglia piccola (potenza media<300kW) e alcuni operatori stranieri sono usciti dal mercato italiano per focalizzarsi su mercati esteri più redditizi
  • nei prossimi anni potrebbe avviarsi il mercato per la produzione di biometano da biogas (è in fase di consolidamento la normativa relativa.

Comunque la si voglia girare la sintesi è che :

  • l’epoca dei grandi impianti di produzione è definitivamente tramontata, lasciando un’importate eredità: un significativo assett di impianti sui quali diventa sempre più importante l’attività di manutenzione e di revamping.
  • il settore dei piccoli impianti continuerà a svilupparsi, secondo logiche commerciali diverse, e con filiere commerciali che andranno definendosi sempre più chiaramente.
  • le ESCo avranno un ruolo chiave se sapranno mantenere saldo il contatto con le medie aziende assumendo un ruolo strategico per l’offerta che propongono e per il presidio di una fetta di mercato
  • i margini sono fortemente diminuiti, è necessario quindi razionalizzare e ottimizzare le attività e investire nelle partnership. Quando i margini diminuiscono lavorare per volumi e sulle economie di scala è fondamentale!
  • è in corso un’importante consolidamento nell’ambito del quale i grandi marchi acquisiscono competenze e quote di mercato (ABB-PowerOne , Bosch-Astrim )

In questo contesto è utile che ciascuno, in particolare le piccole imprese e i professionisti del settore, riflettano accuratamente sulle competenze che hanno, sui loro punti di forza e di debolezza, iniziando a pensare al posizionamento che vorranno avere in un mercato in fase di riorganizzazione e consolidamento.

Il posizionamento sul mercato è una parte importante del marketing, trascurato in Italia in quanto spesso si confonde con la pubblicità, ed è un esempio concreto per capire che il marketing non è un gioco solo da grandi!

L’efficienza energetica vista dall’Energy&Strategy Group


E’ stato mercoledì 4 dicembre il consueto appuntamento dell’ “Energy&Strategy Group” del Politecnico di Milano, con un’affluenza crescente di partecipanti a dimostrazione, oltre che dell’ottimo lavoro svolto, di un certo fermento del mercato.

Di seguito alcune considerazioni sulla giornata.

Non si parla più di incentivi (come giustamente è stato fatto notare da Davide Chiaroni e da Federico  Frattini), ma di modelli di business e di prodotti :  terminata l’era della speculazione, il mercato diventa un “mercato vero”, con prodotti, servizi e…clienti.

….sono solo alcuni esempi degli interventi nel corso delle tavole rotonde.

Fra concorrenza e conflitti di interesse (chi fa la diagnosi è la stessa persona che produce la medicina) il mercato si sviluppa anche se la sensibilità da parte del mondo della domanda è in gran parte ancora da sviluppare.

Forse anche per questo i clienti sono ancora assenti da questi eventi, che sono più concentrati sugli aspetti strategici di sviluppo del business, sull’analisi delle tecnologie coinvolte e sull’impatto degli strumenti di incentivazione proposti.

Stimolante e condivisibile la considerazione di Fondazione Sodalitas  secondo cui la sostenibilità nasce dal basso, su questo aggiungo una considerazione: i manager sono anche consumatori, per questo le campagne di sensibilizzazione sul mercato consumer vanno anche a beneficio del mercato business.

Più spazio agli sponsor, meno alla presentazione del rapporto, che del resto può essere letto : verba volant, scripta manent!

Il tema è vastissimo, molte le tecnologie coinvolte e ampio mercato di riferimento nei diversi target:

il settore cui è associato il maggior potenziale di mercato atteso è il residenziale, pari a 4.300 mln Euro (58% del potenziale globale) seguito dal settore industriale con un potenziale di 2.400 miln Euro(33%del potenziale globale)” (*)

“le tecnologie cui è associato il maggior potenziale di mercato atteso in ambito industriale sono i motori elettrici e l’illuminazione (rispettivamente 466 mln Euro e 355 mln Euro), nel settore residenziale sono superfici opache e pompe di calore (rispettivamente 3.500 mln Euro e 3.000 mln Euro), negli altri settori sono illuminazione e superfici opache (rispettivamente 271 mln Euro e 168 mln Euro)” (*).

Il mercato è in fase di sviluppo e col tempo avremo forse anche la testimonianza dei clienti.

(*) mercato da qui al 2020, fonte Energy&Strategy Group

E’ il momento di investire in visibilità per trovare il proprio spazio nella filiera


Mentre il “gotha” dell’industria dell’energia (Enel, Eni, Cez, Iberdrola, Gasterra, Vattenfall, Gdf Suez, e.On, Rwe, Gas Natural Fenosa) si riunisce e chiede all’Europa di modificare l’attuale politica a sostegno delle rinnovabili, consumatori e opinion leader, intervistati da Mannheimer, dimostrano grande fiducia verso  le energie green, che contribuiscono a rispettare l’ambiente e sono un segno di evoluzione del paese.

Questa la sintesi estrema di quanto sta accadendo, e una evidente conferma che le politiche a favore delle rinnovabili, hanno sì stimolato la speculazione, ma hanno anche sviluppato la sensibilità dell’opinione pubblica verso concetti di autoproduzione di energia (l’87% secondo le indagini ISPO giugno 2013) e hanno contribuito a fare sì che gli opinionisti intervistati da Mannheimer (convegno organizzato da Italeaf ottobre 2013) affermino che la Green Economy sia il settore chiave per il rilancio dell’Italia.

Altrettanto evidente che le “big” dell’energia vivono lo sviluppo delle rinnovabili come una minaccia : quel che non ha fatto i decreti per la liberalizzazione del mercato lo ha fatto   il decreto 20-20-20, che in nome dell’inquinamento  dell’impatto sul clima ha stimolato la concorrenza, quella vera, che non si esprime nella battaglia sul prezzo ma nel confronto anche sull’utente finale fra tecnologie  e fonti energetiche diverse.

Ma andiamo con ordine, e vediamo nel dettaglio i singoli dati:

Ricerca sulla popolazione italiana, commissionata ad ISPO (*) da GIFI (giugno 2013)

  • Oltre l’80% del campione intervistato ritiene che l’energia solare sia la fonte rinnovabile più pulita sulla quale puntare
  • L’89% degli italiani consideri l’energia proveniente da fonti rinnovabili un segno di evoluzione del Paese
  • L’88% ritiene che tali fonti siano importanti strumenti di aiuto all’Italia per abbandonare le fonti fossili.
  • L’87% considera interessante il fatto che alcune fonti rinnovabili possano permettere ai singoli cittadini di produrre in prima persona l’energia, divenendo così quasi del tutto autosufficienti.

Ricerca sugli “opinion leaders” (**)  commissionata ad ISPO da Italeaf

La Green Economy e la Green Industry

  • sono al secondo posto (dopo il turismo) in quelli che sono considerati i settori chiave per il rilancio del paese
  • sono considerate con forti possibilità di sviluppo e strategica per  gli investitori, competitive ed innovative
  • sono caratterizzate da alta responsabilità ambientale, alta tecnologia, buona capacità di vision

Il dato più significativo è comunque rappresentato dal fatto che le due ricerche, su target così diversi, abbiamo fornito risultati così omogenei: forse è per questo che Mannheimer  afferma : La Green Economy è una rivoluzione silenziosa

Le “big companies” assumono  un atteggiamento difensivo,

Nonostante la mancanza di un quadro normativo certo, la elevata burocrazia, la carenza di una Strategia Energetica Nazionale e la situazione economica difficile del paese ”il mercato dell’energia”  sta partendo, cioè  si sta sviluppando una domanda per soluzioni energetiche innovative, o almeno percepite come tali,  che garantiscano vantaggi economici e/o di sostenibilità ambientale.

E’ il momento di investire in visibilità (campagne pubblicitarie, eventi, seminari) , di attivare partnership  e collaborazioni commerciali  che aiutino a trovare “proprio spazio nella filiera”:  i risultati, anche se non immediati, arriveranno.

 

*dati ricavati su un campione esteso (802 rispondenti) strutturato in modo da rappresentare l’intera popolazione italiana

**indagine condotta su un campione selezionato di opinion leader appartenenti al mondo economico (imprenditori delle più grandi aziende italiane), culturale (docenti e analisti finanziari), politico (istituzioni e associazioni di categoria) e dell’informazione (direttori delle principali testate nazionali.