ESCo e Local Utilities


Le  ESCo (Energy Service Companies) sono società di servizi che vendono e realizzano progetti di efficienza energetica. Il loro modello di business è basato sul risparmio dei consumi energetici garantiti dal servizio che erogano.

Le ESCo, in quanto accreditate presso l’AEEG, possono richedere, a fronte dei progetti realizzati, il rilascio dei Titolo di Efficienza Energetica TEE  che potranno successivamente essere “venduti” ai distributori di energia elettrica e gas, soggetti che hanno obiettivi di incremento di efficienza energetica imposti.

Questa in sintesi estrema il perimetro di azione delle ESCo. Entrando maggiormente nel dettaglio delle attività e delle competenze troviamo un mondo ricco e variegato di aziende, infatti gli interventi di efficienza energetica possono rivolgersi al settore industriale, agli edifici pubblici e al settore residenziale con interventi che possono coinvolgere impianti industriali, isolamento termico degli edifici, impianti di climatizzazione e di illuminazione.

A valle di questa sintetica descrizione del modello di business e delle attività si può capire facilmente il motivo per cui fra le cosiddette ESCo troviamo aziende molto diverse fra loro, per dimensione, per provenienza e per servizi proposti :

  • grandi aziende produttrici di tecnologia e aparacchiature – ABB , Beghelli , Riello ,…-
  • grandi gruppi che si occupano da anni di gestione calore – Siram  e Cofely  –
  • grandi utilities – Enel, Edison,……
  • ma anche un elevato numero di aziende con meno di 50 addetti  ( in dettaglio, il 60% ha meno di 10 addetti, il 30% fra 10 e 50, il 5% fra 50 e 250, il 5% più di 250- fonte Energy Strategy Group).

Grandi assenti le “Local Utilities”, cioè le aziende ex municipalizzate associate a Federutilty , quelle che hanno goduto fino al 2.000 dei vantaggi del monopolio, da anni in fase di riorganizzazione e ristrutturazione per rispondere alle esigenze di un mercato competitivo.

Nell’elenco delle 313 ESCo che hanno ottenuto i Titoli di Efficienza Enegetica,  ci sono solo 16 Utilities Locali, naturalmente le grandi (A2A, ACEA, IRIDE, LINEA GROUP,….).

Considerando il ruolo fondamentale delle ESCo, in quanto sono le strutture a contatto con gli utenti finali, sono quelle che realizzano i progetti e quindi hanno un ruolo proattivo sul  mercato, è evidente quanto sia importante supportare l’evoluzione delle aziende più piccole, affinché possano evolversi sul fronte dei servizi offerti e delle formule contrattuali da proporre (remunerazione sotto forma di compartecipazione ai risparmi e supporto nell’ottenimento dei finanziamenti).

In questo senso, una collaborazione tra le Local Utilities e le ESCo  è senz’altro da perseguire. Si tratterebbe infatti di accordi in cui ambo le parti avrebbero molto da guadagnare :  le piccole società di efficienza energetica oggi sul mercato avrebbero da guadagnare in termini commerciali (brand e contatto con il cliente) e in termini operativi (potrebbero trovare nelle local utilities competenze tecniche complementari , risorse umane, e, forse, supporto nella gestione finanziaria del cliente). Le Local Utilities avrebbero modo di cavalcare con maggior entusiasmo l’onda dell’efficienza energetica, rinnovando la loro immagine, arricchendo l’offerta dei sevizi base (acqua, gas, energia), oggi pure commodity, fidelizzando i clienti e soluzioni a eventuali problemi di esuberi del personale.

Siamo alle solite, questa è teoria, direi quasi “accademia”, perché gli accordi si realizzino e siano operativi è necessaria disponibilità da ambo le parti, fiducia reciproca, tempi di conoscenza e di test reciproco : bisogna “sporcarsi le mani”, lavorando, provando, mettendosi alla prova.

Sarebbe comunque ora di inziare seriamente a collaborare, cercando di utilizzare, anche in questo settore, modelli di aziende a rete, una forma di “aggregazione che offre il sur­plus tipico della grande impresa alle pic­cole imp­rese, senza snat­u­rarne la flessibil­ità e l’individualità che sono alla base della loro essenza, superando al con­tempo quella fram­men­tazione che, sinora, ha gen­er­ato dis­per­sione di energie, cap­i­tali e conoscenze”.

P.S. Leggo con piacere che Federutility e Federesco hanno sottoscritto un Protocollo d’Intesa , mi auguro che questa iniziativa abbia un seguito concreto e operativo!   Segnalo comunque che le Associazioni di ESCo in Italia sono  due assoesco e federesco…..

Inventiamoci un “brand”…!


Dal documento FIRE  “Osservazioni fire sulla strategia energetica Nazionale, come  da tutta la letteratura del settore, emerge l’importanza di una sensibilizzazione di massa sui principi di efficienza energetica anche attraverso campagne di comunicazione.

Dalle consultazioni referendarie e dai sondaggi emerge sempre una notevole sensibilità del pubblico sui temi ecologici, ma forse questa sensibilità non è adeguatamente accompagnata da informazioni e conoscenze che orientino il consumatore nelle scelte di acquisto e/o nel vivere quotidiano.

L’importanza di informare i consumatori è chiaramente un tassello fondamentale non solo per stimolare i consumi consapevoli, ma anche perché i consumatori abbiano elementi oggettivi di valutazione nel momento di acquisto di un nuovo elettrodomestico o di ristrutturazione di un immobile.

E’ un fatto però che nonostante la grande attenzione, a parole, sui temi ecologici, quando si tratta di fare un acquisto il tangibile, (prezzo, forma, …) prevale sull’intangibile e  “il colore  prevale sull’efficienza energetica !

Forse aiuterebbe l’esistenza di un brand che  identifichi univocamente  i prodotti e le tecnologie verdi: un unico marchio (ben diverso dall’etichetta energetica, vedi Post Scriptum) che identifichi :

  • soluzioni che consentono una riduzione di energia elettrica o  termica (lampade, elettrodomestici..)
  • tecnologie efficienti per la produzione di energia termica (caldaie, etc..).

Il marchio è un modo per rendere tangibile l’intangibile, e rendere più afficaci le azioni di comunicazione. Un esempio importante, per chi se lo ricorda, è il marchio “Intel Inside” utilizzato negli anni ’90 per pubblicizzare i Personal Computer con processore Intel. Oppure, ancor più calzante, il marchio  Wi-Fi® della “Wi-Fi Alliance Organization”

 

P.S. un “marchio” è naturalmente ben diverso dalle etichette energetiche  infatti il marchio è un elemento simbolico sul quale agganciare un processo emotivo in fase di acquisto, propedeutico al processo razionale informativo e cognitivo in atto nel momento di lettura dell’etichetta.

FIERA SI’ ……FIERA NO ????


Moltissimi gli eventi sulle energie rinnovabili e sull’efficienza energetica in programma nel 2012, organizzati in diverse città italiane.

Da una velocissima panoramica delle Fiere programmate nel 2012 (alcune imminenti!) troviamo :  BioEnergy Italy, (Cremona, 15-17 Marzo, biomasse e rinnovabili, edizione 2011 142 espositori, 12.000 visitatori) MCE 2012, (Milano 27-30 Marzo, appuntamento biennale a 360° che tratta temi legati ad impiantistica del caldo, del freddo, dell’acqua e dell’energia),  Impianti Solari Expo (Parma 29-31 Marzo, focus solo sul fotovoltaico utenti target aziende manifatturiere), Solarexpo 2012 (Verona, 9-11 maggio, tradizionalmente focalizzata sul fotovoltaico quest’anno estende l’area di interesse agli altri settori delle rinnovabili), EU BC&E 2012 (Milano 18-22 giugno,Conferenza ed esposizione europea sulle biomasse).

Programmate anche zeroEmissionRome (Roma, 05-07 settembre) e ENERSOLAR+(Milano, 7-9 novembre , l’evento delle energie rinnovabili), ECOMONDO 2012 (Rimini 7-10 Novembre), ma ancora in fase prematura di organizzazione.

Senza contare gli eventi organizzati da Klimahouse, daENERGYDAYS, con focus prevalente alla sostenibilità energetica nel settore edilizio (in questo contesto rientrano anche EcoCasa Eco ImpresaExpo a  Reggio Emilia, ComoCasaClima a Como ,EXPOEDILIZIA a Roma) oltre a EnergyMed a Napoli e energethica Torino con target molto ampio ………….(se è stato tralasciato qualcosa segnalatelo!)

Il punto è come fare rendere al meglio un investimento in visibilità come la partecipazione a una fiera? Le fiere sono reali opportunità per contattare potenziali clienti o sono prevalentemente presenza di “immagine” per mettere in evidenza un marchio? (per inciso un “brand” forte è di grande aiuto se si pensa a sviluppare una forza vendita indiretta).

La partecipazione a una fiera è un investimento non trascurabile considerando oltre ai costi della pura partecipazione i costi indotti dalle “trasferte” e dal tempo che il personale di vendita e non solo deve trascorrere fuori sede quindi, se si decide di farlo è necessario fare in modo che vengano raggiunti gli obiettivi previsti.

Qualora si decida di partecipare un suggerimento è invitare clienti e prospect ad un incontro in “fiera”, utilizzando l’occasione per fidelizzare i clienti e consolidare relazioni con chi è ancora in trattativa. Le fiere sono ottimi “punti di incontro” e occasioni per approfondimenti di settore, ma perché siano forieri di trattative è importante che al contorno dell’evento siano messe in atto azioni di comunicazione che favoriscano incontri specifici. (interessante in questo senso il servizio Meet&Deal organizzato da Solarexpo Verona).

Il buon senso e l’esperienza inducono a suggerire che la partecipazione a una fiera sia  pianificata all’interno di una strategia globale di comunicazione, di cui la fiera è un elemento importante ma non unico, e forse è opportuno che non abbia una quota superiore al 30 % su un investimento globale di comunicazione.

Fotovoltaico, cosa accadrà…?


Sembrano tutti concordi che a fine 2011   arriveremo ad avere circa 12 GW di capacità fotovoltaica installata, grazie agli incentivi degli anni passati che hanno favorito lo sviluppo del mercato.     Le incertezze normative del 2011 e gli effetti del IV Conto Energia si sentiranno nel 2012, con previsioni di 3 GW ( installato dell’anno) e nel 2013 con previsioni di 4 GW arrivando quindi a fine 2013 a una capacità totale installata di 19,2 GW (fonte Energy Strategy Group-Politecnico di Milano).Naturalmente sono stime, assolutamente autorevoli e confermate dal “buon senso” dei principali operatori, che si stanno preparando a una diminuzione significativa se non definitiva degli incentivi per raggiunta “maturità di mercato” dal 2013 in poi (assumendo che maturità del mercato e tariffa omnicomprensiva coincidano).

Gli effetti del IV Conto Energia hanno una importante ricaduta sulle attività commerciali degli operatori del settore :

  • la bolla speculativa si sta ridimensionando, è finita la compravendita dei campi e delle autorizzazioni su terreno, tutti si concentrano sui tetti (in rete è facile trovare annuci del tipo “…RICERCHIAMO TETTI INDUSTRIALI PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI cerchiamo tetti di fabbricati industriali (o rurali) in Italia per la stipula di contratti di diritto di superficie ventennali per l’installazione di impianti Fotovoltaici. Taglia minima (singolo tetto o cumulata in caso di tetti contigui) 4000 mq. Se avete opportunità da presentarci o siete interessati ad affittare il vostro tetto contattateci...”
  • i margini si assottigliano nonostante il calo del prezzo delle celle e dei pannelli, ma il dumping cinese si fa sentire
  • l’orientamento verso i piccoli impianti scatena la ricerca di agenti di vendita, pagati a provvigione, per ridurre, comprensibilmente per certi versi, l’investimento commerciale

La guerra è guerra, chi vuole oltrepassare il 2013 deve fare bene i conti, lavorare seriamente a una filiera commerciale che generi valore ad ogni passo, suddividendo i costi commerciali su ciascun livello.    La costruzione di una rete di vendita ha un prezzo e necessita di tempo, forse è meglio concentrarsi su una rete che porti del valore aggiunto, suddividendo i costi di vendita sui diversi livelli della filiera.

L’autrice


Erminia Corsi, laureata in fisica nel 1980 mi sono sempre occupata di mercato  e sviluppo business in mercati emergenti e in forte evoluzione  con importanti influenze  da parte degli scenari normativi e dall’innovazione tecnologica.

Ho  una consolidata esperienza nei nuovi mercati, quando gli investimenti marketing devono essere fortemente focalizzati e mirati a risultati a breve/medio  termine, quindi indirizzati a segmenti di mercato specifici.  In queste fasi è necessario fare test di mercato, sondare opportunità commerciali e nuovi canali di vendita, creare partnership commerciali, sviluppare attività di relazione anche attraverso i canali associativi, in un costante equilibrio fra l’investimento di marketing e i risultati commerciali.

La  mia carriera è iniziata nel Gruppo Olivetti, avviando programmi di marketing a supporto della rete di vendita indiretta.

Ho partecipato allo sviluppo delle telecomunicazioni come Direttore Marketing di uno dei primi Internet Provider italiani, confluita poi in Infostrada. In Infostrada  ho sviluppato e gestito la rete di vendita indiretta sul mercato business, occupandomi di selezionare i nuovi partner, di individuare lo schema di remunerazione più idoneo e seguendo la formazione tecnico/commerciale degli agenti.

Dal 2001 opero come  libera professionista. In questi anni ho collaborato allo start up di alcune imprese di TLC locale nate nell’ambito delle ex-municipalizzate, ho seguito lo sviluppo di canali di vendita per aziende di telecomunicazione, ho avviato collaborazioni fra aziende del settore ICT e aziende del settore Energy&Utilities.

Da settembre 2013 sono partner di Updating, agenzia di comunicazione con una forte specializzazione nel settore energy

Benvenuti


Obiettivo ambizioso, non c’è dubbio, affrontare il mercato delle energie rinnovabili per capire come si muove, come si modifica  la filiera commerciale, player grandi, medi e di nicchia, il ruolo delle associazioni, fattori critici di successo, investimenti marketing,…….

Grazie all’esperienza maturata in altri settori emergenti cercheremo  di fornire qualche spunto su come orientare gli investimenti di comunicazione, e in che direzione rivolgere gli sforzi commerciali.

Non daremo  ricette, perchè non crediamo   esistano. Il mercato è un elemento vivo, anzi i mercati emergenti sono una specie di brodo primordiale in cui i diversi player si inseguono, si combattono, si alleano alla ricerca del successo.

In questa fase calibrare gli investimenti marketing è fondamentale, individuando segmenti di  mercato specifici,  definendo un’offerta commerciale mirata e di facile comprensione,  lavorando in stretta collaborazione con chi si occupa di vendita , lavorando sullo sviluppo di relazioni di business attraverso i tessuti associativi.

Quello che cercheremo di fare, quindi, è  descrivere ciò che accade sul mercato, suggerire chiavi interpretative da cui, chi  legge, potrà trarre la sua ricetta di successo.